AcquariaItalia 2026 torna a Malpensa Fiere con due padiglioni e tre giorni di acquariofilia
La seconda edizione della prima fiera italiana interamente dedicata all’acquariofilia apre i cancelli sabato 19 e domenica 20 settembre 2026, con una terza giornata, lunedì 21, riservata agli operatori del settore. Rispetto al debutto del 2025 cambia quasi tutto, e cambia in meglio: due padiglioni separati, percorsi tematici, un centinaio di realtà espositive tra vivo, marchi, negozi e associazioni, e un programma di mostre che in Italia non si era mai visto. Dal Tamasaba Expo al Centropyge Show, dal museo americano della storia dell’acquariofilia al ciclo vitale completo delle meduse, fino al congresso nazionale sui ciclidi con un ospite di caratura mondiale. Ho seguito la crescita di questo progetto fin dall’annuncio, e quello che arriva a settembre merita il viaggio.

Una fiera dedicata al solo mondo dell’acquario
Per anni l’acquariofilia italiana è stata l’ospite di casa d’altri. Un padiglione dentro una fiera del pet, un corridoio dentro una manifestazione generalista, uno spazio ritagliato tra cani, rettili e piccoli mammiferi. Bello, spesso interessante, ma sempre un capitolo dentro un libro scritto per qualcun altro.
AcquariaItalia ha rovesciato questo schema. È la prima manifestazione italiana costruita esclusivamente attorno all’acquario, in tutte le sue forme: acqua dolce, acqua marina, acqua fredda, biotopi mediterranei, laghetto. Coralli, pesci, piante, invertebrati, aquascaping, tecnica, chimica, illuminazione. Nulla che non abbia a che fare con una vasca piena d’acqua e con gli organismi che la abitano.
Il progetto nasce da un’idea di Danilo Ronchi, sviluppata insieme a Daniel Baiocco di Esotika Pet Show e a un gruppo di collaboratori che ci ha creduto quando l’idea era ancora soltanto un ragionamento tra appassionati. La formula dichiarata è semplice e onesta: una fiera fatta da appassionati per appassionati, che sia allo stesso tempo un punto di incontro per gli acquariofili italiani ed europei e una porta d’ingresso per chi si affaccia a questo mondo per la prima volta.
Chi è Danilo Ronchi, il fondatore di AcquariaItalia
Chi frequenta il settore da qualche anno il nome lo conosce già. Per tutti gli altri vale la pena ricostruire un percorso che spiega parecchio di come è nata questa fiera.
Ronchi è ingegnere idraulico e diventa acquariofilo marino nel 2001. Nel 2002 comincia a frequentare i forum, nel 2003 ne diventa moderatore, ruolo che manterrà fino al 2010, e dal 2007 inizia a firmare articoli tecnici, approfondimenti, schede su pesci e coralli. Sempre nel 2007 fonda DaniReef, il portale che nel giro di pochi anni diventerà il riferimento italiano per l’acquario marino di barriera.
La scelta che cambia tutto è di quelle poco appariscenti ma decisive: DaniReef nasce fin dal primo giorno in due lingue, italiano e inglese. È una fatica doppia, e infatti quasi nessuno in Italia lo faceva. Il risultato è che il portale viene letto fuori dai confini nazionali, e le porte dell’editoria internazionale si aprono in fretta. Dal 2012 Ronchi scrive per il portale statunitense Reefs.com, con una parentesi di sei mesi come collaboratore ufficiale di un altro grande blog americano. Dal 2013 collabora con la rivista inglese UltraMarine Magazine. Scrive per la tedesca Koralle. Nel 2008 era già arrivato sulla carta stampata generalista con un pezzo sull’acquario ad alta tecnologia.
Nel 2012 lavora per il Gruppo Editoriale Castel Negrino al volume Acquario Marino, pubblicato a ottobre 2013: 154 pagine che affrontano la costruzione e la gestione di una vasca di barriera, analizzando i fabbisogni di ogni macrotipologia di corallo, dagli SPS agli LPS ai molli, fino agli allestimenti di soli pesci. Per molti acquariofili italiani è stato il primo libro serio sull’argomento.
C’è poi il capitolo fotografia, che nel suo caso non è un dettaglio. Ronchi è riconosciuto a livello internazionale per le sue immagini di acquari, coralli e pesci, e proprio da lì nasce la sua attività di relatore: dal 2010 interviene in convegni e raduni acquariofili italiani, parlando di tecnica fotografica applicata all’acquario, di allestimento e di chimica di base per una vasca di barriera.
Chi mette insieme questi pezzi capisce perché AcquariaItalia ha l’impostazione che ha. Non è una fiera pensata da un organizzatore di eventi che ha individuato una nicchia redditizia. È una fiera pensata da un acquariofilo che ha passato vent’anni a girare vasche, aziende e manifestazioni internazionali, e che a un certo punto ha deciso di costruire in Italia quello che in Italia mancava. All’interno della manifestazione Ronchi è il referente per gli espositori dell’area marina, di quella d’acqua dolce e per le aziende europee.
Daniel Baiocco e la macchina organizzativa alle spalle della fiera
Un’idea, per quanto buona, non riempie 8.000 metri quadrati. Serve chi sa gestire permessi, allestimenti, flussi di pubblico, logistica degli animali vivi, sicurezza, biglietteria.
Qui entra Daniel Baiocco, ideatore e organizzatore di Esotika Pet Show, il salone nazionale degli animali esotici e da compagnia che da anni gira i poli fieristici italiani con numeri importanti e con una gestione riconosciuta come corretta anche dalle autorità sanitarie e di controllo che periodicamente la verificano. Baiocco porta ad AcquariaItalia l’esperienza di chi organizza manifestazioni zoologiche per mestiere, e una visione dichiarata più volte pubblicamente: far conoscere gli animali nel modo corretto, educando al rispetto e alla convivenza, senza spettacolarizzazione fine a sé stessa.
L’incontro tra le due competenze è la ragione per cui questa fiera funziona. Uno conosce il settore dall’interno, l’altro sa come si costruisce un evento. Curiosamente, di una manifestazione dedicata ai soli acquari si parlava già nel 2018, ma servivano entrambe le condizioni perché l’idea diventasse realtà.
Il debutto del 2025 e una scommessa vinta al primo colpo
La prima edizione si è svolta il 26 e 27 aprile 2025 a Malpensa Fiere e ha superato ogni previsione ragionevole per un evento verticale al debutto: circa 6.000 visitatori in due giorni e 41 espositori, in larga parte italiani, affiancati da realtà internazionali arrivate da Francia, Israele, Belgio e Germania.
Il dato più citato dagli operatori non è però l’affluenza. È la qualità del pubblico: competente, attento, interessato al confronto tecnico con gli espositori. Chi vende attrezzatura sa quanto valga la differenza tra un visitatore che passa e un visitatore che chiede la curva di portata di una pompa.
I sondaggi diffusi al termine della manifestazione raccontano bene il clima. Tra gli espositori il consenso è stato pressoché unanime: il 55% ha assegnato il giudizio massimo di 5 stelle, il 45% ha risposto molto buono, e il 95% ha dichiarato che sarebbe tornato anche l’anno successivo. Un dato del genere, al primo anno, è raro.
Dal lato del pubblico, il 76,4% dei visitatori ha valutato l’esperienza tra buona ed eccellente, con il 24,8% che l’ha giudicata eccellente e il 32,2% molto buona. Gli organizzatori hanno pubblicato i risultati completi e li hanno usati per lavorare sui punti migliorabili, che in una prima edizione ci sono sempre. Da quei numeri è nata l’edizione 2026, e si vede.
Sempre nel 2025 sono state introdotte per la prima volta in Italia le visite guidate gratuite, sia per il settore dolce sia per quello marino, molto apprezzate per il taglio divulgativo. Un altro elemento che è stato confermato e potenziato.
Come cambia AcquariaItalia nel 2026
La seconda edizione si sviluppa su una superficie che gli organizzatori indicano in oltre 8.000 metri quadrati tra spazi occupati e spazi liberi, articolata in due padiglioni distinti con logiche differenti. È la novità strutturale più importante e risponde a un’esigenza concreta: rendere la visita leggibile, evitare che il pubblico si perda pezzi e permettere a chi cerca una cosa precisa di trovarla senza girare a vuoto.
Il Padiglione 2 è il regno della vendita al pubblico ed è aperto sabato e domenica. La divisione è netta e immediata da capire: acqua dolce sulla sinistra, acqua marina sulla destra. All’interno di ciascuna area l’esposizione è ulteriormente organizzata per livelli, con gli spazi dedicati al vivo nella parte bassa e i negozi specializzati nella parte alta. È lo schema già adottato nel 2025 e apprezzato sia dal pubblico sia dagli espositori, qui portato su scala maggiore e con pannelli informativi pensati per orientare senza dover chiedere.
La logica di questo percorso è tutt’altro che casuale: prima si incontrano gli animali che si potrebbe voler allevare, poi gli spazi dove trovare ciò che serve alle proprie vasche. È il modo in cui ragiona un acquariofilo quando prepara un allestimento, tradotto in planimetria.
Il Padiglione 1 è dedicato alle aziende, ai produttori e ai distributori, e resta operativo tutti e tre i giorni. Qui si concentrano le tendenze dei prossimi anni, le novità presentate all’Interzoo di Norimberga, le soluzioni tecniche spiegate direttamente da chi le progetta. Lo stesso padiglione ospita le grandi mostre della manifestazione, il contest dei pesci marini, il contest di aquascaping, le associazioni e i progetti speciali.
I numeri annunciati per gli spazi rendono l’idea della crescita: 75 stand da 4×4 metri per le aziende, 25 per i negozi specializzati, 20 per il vivo marino e 20 per il vivo dolce.
Il vivo, cuore della manifestazione
Nell’area marina l’organizzazione annuncia oltre 8.000 coralli in mostra e in vendita, il doppio rispetto alla prima edizione, accompagnati da una selezione di pesci marini che difficilmente si trova concentrata in un solo luogo nel panorama italiano. Per chi cerca esemplari particolari, o semplicemente vuole vedere dal vivo colorazioni che conosce solo dalle fotografie, è la ragione principale del viaggio.
Il settore dolce non fa da comprimario. Ogni stand potrà ospitare vasche da 30×30×30 fino a 100×40×45 cm, disposte su due o tre livelli, per costruire quello che gli organizzatori descrivono come un muro vivente di natura. In esposizione i grandi classici e le rarità: Discus, Scalari, Betta splendens, caridine, Corydoras, fino ai grandi protagonisti esotici come gli Arowana.
Le migliori serre di coralli italiane ed europee sono state coinvolte fin dalla fase di progettazione, e l’elenco espositori lo conferma.
Descrivere a parole un padiglione pieno di vasche ha un limite evidente. Gli organizzatori hanno pubblicato un video di anticipazioni sull’edizione 2026, con il dettaglio degli eventi e delle aziende già confermate, e rende l’idea meglio di qualsiasi elenco di numeri.
Le mostre e gli eventi speciali dell’edizione 2026
Questo è il capitolo che più di ogni altro segna la distanza tra il 2025 e il 2026.
Tamasaba Expo, i gioielli del Giappone
Curata da Koi Style, già protagonista molto apprezzata della prima edizione con il suo angolo dedicato alla cultura giapponese, l’esposizione è interamente dedicata al Tamasaba, una delle varietà di pesce rosso più rare e ricercate al mondo.
Originaria del nord del Giappone, questa varietà ha un corpo tondeggiante simile al Ryukin ma una lunga coda singola che le regala un nuoto e un’eleganza fuori dall’ordinario. È robusta al punto da essere allevata anche nei grandi laghetti ornamentali, e le linee selettive migliori sono il frutto di decenni di lavoro. Gli organizzatori annunciano la presenza di esemplari che possono raggiungere quotazioni fino a 5.000 euro l’uno. Manifestazioni dedicate esclusivamente ai Tamasaba sono estremamente rare in Europa, e questa è un’occasione concreta per osservarli, fotografarli e parlare con chi li alleva.
Centropyge Show, la prima mostra italiana sui pesci angelo nani
I Centropyge sono tra i pesci più desiderati dell’acquariofilia marina, e per ottime ragioni: dimensioni contenute, livree spettacolari, comportamento vivace ma gestibile in una vasca di barriera domestica. Provengono in massima parte dalle barriere dell’Indo-Pacifico, dal Triangolo dei Coralli, dall’Oceano Indiano e dal Pacifico centrale e meridionale.
Per la prima volta in Italia nasce una mostra interamente dedicata a questo genere. Vedere riunite nello stesso spazio specie difficili da reperire, poterle confrontare fianco a fianco e discuterne con chi le gestisce quotidianamente è qualcosa che capita di rado.
Il MOAPH e la storia dell’acquariofilia
Il Museum of Aquarium and Pet History, in breve MOAPH, ha sede a San Luis Obispo in California ed è stato fondato dal collezionista Gary Bagnall. Custodisce la più importante raccolta al mondo di oggetti di valore storico legati all’acquario e al pet keeping, con l’obiettivo di raccontare pezzo dopo pezzo l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e gli animali da compagnia, del design applicato alle vasche e dell’industria di settore.
A rappresentarlo ad AcquariaItalia 2026 sarà il suo ambasciatore per l’Europa Emiliano Spada, collezionista italiano e storico dell’acquariofilia, che allestirà in fiera un museo in scala ridotta con pezzi della propria collezione privata: vasche d’epoca, accessori usati dagli hobbisti prima dell’avvento della corrente elettrica, decorazioni antiche in terracotta e ceramica, i primi barattoli di mangime, aeratori e riscaldatori pionieristici, sigillanti pre-silicone, bocce per pesci rossi in vetro all’uranio, contenitori metallici anteguerra per il trasporto dei pesci, sfondi decorativi vintage.
È una partecipazione senza precedenti in Europa, voluta espressamente dagli organizzatori. E per chi ama questo hobby è un viaggio nel tempo che vale da solo il biglietto.
Il ciclo vitale delle meduse con Meduseria Milano
Meduseria Milano porta in fiera un progetto che unisce divulgazione scientifica, allevamento consapevole e design, mostrando dal vivo tutte le principali fasi del ciclo biologico di Aurelia aurita: il polipo fissato al substrato, la fase di strobilazione in cui il polipo si segmenta, le giovani efire appena liberate nell’acqua, gli stadi intermedi di crescita e infine la medusa adulta con il suo caratteristico ombrello trasparente.
È un percorso che il pubblico vede raramente. Dietro l’apparente semplicità di una medusa si nascondono una biologia sofisticata e requisiti di gestione tutt’altro che banali: acquari specifici, correnti delicate e continue, alimentazione mirata, controllo attento della qualità dell’acqua. Meduseria Milano alleva i propri esemplari con riproduzione in ambiente controllato, e questo aspetto viene raccontato apertamente ai visitatori.
Il Congresso Nazionale AIC e un ospite di livello mondiale
Durante la manifestazione prende vita il Congresso Nazionale dell’AIC-APS, l’Associazione Italiana Ciclidofili, fondata nel 1994 e da oltre trent’anni riferimento nazionale per lo studio, l’allevamento e la conservazione dei ciclidi. Conferenze tecniche, workshop su gestione e riproduzione, sessioni sui biotopi naturali con filmati esclusivi, acquari dimostrativi tematici allestiti per replicare fedelmente le condizioni naturali. Il focus 2026 è sui grandi laghi della Rift Valley, Tanganica e Malawi.
L’ospite atteso è Heinz Büscher, e qui serve una precisazione perché il nome merita il giusto contesto. Büscher è un ittiologo svizzero legato all’Istituto Zoologico dell’Università di Basilea, autore della descrizione formale di numerose specie di Lamprologini del Tanganica, tra cui Neolamprologus marunguensis, N. similis, N. helianthus, Lamprologus speciosus e L. meleagris. Ha alle spalle oltre 55 spedizioni ittiologiche sul lago Tanganica e nel 2013 ha ricevuto un dottorato honoris causa. Il Neolamprologus buescheri porta il suo nome.
Ad AcquariaItalia presenterà filmati originali girati nei biotopi naturali. Vedere il Tanganica attraverso gli occhi di chi lo studia sott’acqua da decenni è un’occasione che in Italia non capita spesso.
Aquascaping dal vivo con la Italian Aquascaping Crew
La Italian Aquascaping Crew porta in fiera un’area lineare di circa 12 metri lungo la quale verranno allestite dal vivo 10 vasche da 45 cm. Non una mostra di acquari finiti, ma il processo: la scelta dell’hardscape, la roccia spostata di pochi millimetri, la profondità costruita in pochi centimetri, le proporzioni ragionate, la correzione fatta davanti al pubblico dopo il confronto con il resto della squadra.
Ogni vasca sarà diversa, perché ogni aquascaper porta il proprio stile. La scelta del formato da 45 cm ha una motivazione pratica di trasporto e gestione, ma porta con sé anche un messaggio che condivido pienamente: non serve una vasca grande per fare aquascaping di alto livello. Il team resterà disponibile per tutta la durata dell’evento, e questo trasforma un’esposizione in un laboratorio aperto.
Gli espositori di AcquariaItalia 2026
Alla data di stesura di questo articolo l’elenco pubblicato dalla manifestazione conta circa un centinaio di realtà distinte, con qualche nome presente in più categorie. La crescita rispetto ai 41 espositori del 2025 è netta, e l’elenco continua ad aggiornarsi nelle settimane che precedono l’evento.
| Categoria | Cosa si trova | Alcune delle realtà annunciate |
|---|---|---|
| Vivo, coralli, pesci e piante (circa 32 realtà) | Coralli SPS, LPS e molli, pesci marini e d’acqua dolce, caridine, piante acquatiche, meduse, koi e pesci rossi giapponesi | Euro Corals, Reef Joker, Reefest, Ralf Reef, Recif at Home, Corals Garden, Coral Reef Salerno, Hexacorallia, Crystal Reef, JLF Corals, Geo Marine, H2O Acquari, Passione Acquario, Premium Reefing, Reef Junkies, Meerwasser Böttcher, Aquaflora, Aquashrimp, Aquatic Innovations, Alex’s Zebra, New Exotica Discus Farm, VL Welse, Koi Style, Meduseria Milano, BEA, Tre C Acquari |
| Marchi e aziende (circa 58 realtà) | Illuminazione, pompe, schiumatoi, refrigeratori, sali, additivi, test, mangimi, acquari completi, elettronica di controllo | Royal Exclusiv, Deltec, Tunze, ATI, Fauna Marin, Nyos, Arka, Aquarium Münster, Aquaperfekt, Abyzz, Aqualeds, Red Sea, Aquaforest, Easyreefs, Sea Dreams, Aquarium Systems, Ciano, Aquatlantis, Aquadistri, Aquaja, Seachem, Two Little Fishies, Zoo Med, Tetra, Sera, Fluval, Exo Terra, Sicce, Newa, Teco, Elos, Amtra, Askoll, Equo, Aquaristica, Acquari Malberti, GNC, Ultrareef, Whimar, Reefline, Modern Reef, Kudakuda, Idratec, Funhobby, Greenvet, ITC Reef Culture, OceanLife, Aquariatech, Reef Octopus, New Wave, Plankton+ Aquaristik, Xtweezer, Yokuchi, Yorah, Compagnie Riunite |
| Negozi specializzati (10) | Vendita al pubblico di tecnica, accessori, acquari, complementi e vivo | Acquarissima 2000, Agripet Garden, Aquarium Setup, Acquariologia Tropicale, Reef Art e Design, Elemento Acqua, Crystal Reef, Emoceans, Kudakuda, Tre C Acquari |
| Associazioni (8) | Divulgazione, biotopi, riproduzione, conservazione, aquascaping | AIC Associazione Italiana Ciclidofili, CIR Club Ittiologico Romano, Associazione Italiana Betta, Acquari Naturali, IAC Italian Aquascaping Crew, ITAU Italian Aquascapers Union, Ocean Reef Tank Owners, Reef World APS |
| Progetti speciali | Storia dell’acquariofilia e collezionismo | MOAPH Museum of Aquarium and Pet History |
Letta in trasparenza, questa tabella racconta una cosa precisa. AcquariaItalia non è più una fiera italiana con qualche ospite straniero: è una fiera europea che si tiene in Italia. La Germania è presente in forze con i marchi che hanno scritto la storia della tecnica reef, da Royal Exclusiv a Deltec, da Tunze ad ATI, passando per Fauna Marin, Nyos, Aquarium Münster e Modern Reef. Ci sono l’Olanda con Aquaflora e Aquadistri, la Francia con Aquarium Systems, la Polonia con Aquaforest, la Spagna con Easyreefs e Sea Dreams, il Portogallo con Ciano e Aquatlantis, la Svizzera con Emoceans, Israele con Red Sea, gli Stati Uniti con Seachem, Two Little Fishies e Zoo Med.
Accanto a loro c’è l’industria italiana, che in questo settore ha una tradizione che spesso sottovalutiamo in casa nostra: BEA – Bio Engineering Aquaculture, Sicce, Newa, Teco, Elos, Amtra, Askoll, Equo, GNC, Aquaristica, Acquari Malberti, Ultrareef, Whimar, Reefline e OceanLife. Molti di questi marchi esportano in mezzo mondo e trovarli tutti nello stesso padiglione, con i tecnici che hanno progettato i prodotti disponibili a rispondere, è una condizione che non si ripete spesso durante l’anno.
Va detto per correttezza che un nome in elenco non corrisponde sempre a uno stand autonomo, perché diversi marchi arrivano in fiera attraverso i propri distributori. Il risultato per il visitatore, in termini di prodotti che potrà vedere e toccare, non cambia.
Le associazioni e il valore della community
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più della formula AcquariaItalia è lo spazio riconosciuto al mondo associativo, che in Italia lavora spesso in silenzio e con risorse minime.
Saranno presenti in gran numero, e ciascuna porta una visione diversa: chi il biotopo, chi il comportamento animale, chi l’estetica dell’aquascaping, chi la riproduzione, chi la conservazione. AIC con i ciclidi e il suo congresso nazionale, il CIR Club Ittiologico Romano con una tradizione divulgativa lunghissima, l’Associazione Italiana Betta, Acquari Naturali, le due anime dell’aquascaping italiano con IAC e ITAU, e sul fronte marino Ocean Reef Tank Owners e Reef World APS.
Chi si avvicina all’acquariofilia oggi trova online una quantità enorme di informazioni e una quantità altrettanto enorme di sciocchezze. Il banchetto di un’associazione, con persone che allevano quelle specie da vent’anni e non hanno nulla da venderti, resta uno dei filtri migliori che esistano.
Gli ospiti internazionali e chi racconta la fiera
La prima edizione aveva già una connotazione internazionale marcata, con la presenza di figure come Tony Vargas, punto di riferimento statunitense dell’acquariofilia di barriera, del francese Mr Recif Captif e di Reef NC, accanto alle personalità italiane più seguite del settore, tra cui Gloria Ciriello per l’acqua dolce e l’aquascaping e Maurizio Vendramini di Zio Pesce Blog.
Per il 2026 l’elenco dei creatori di contenuti e delle testate accreditate si allarga ulteriormente, con presenze annunciate dall’Irlanda e dalla Francia oltre a quelle già consolidate. Per chi segue questi canali tutto l’anno, poter fare due chiacchiere di persona davanti a una vasca è un valore aggiunto reale.
Lunedì 21 settembre, la giornata dedicata agli operatori
È la novità strutturale più significativa di questa edizione e riguarda direttamente aziende, negozi, distributori e professionisti.
Sabato e domenica gli stand sono inevitabilmente impegnati a gestire migliaia di visitatori. Lunedì 21 settembre, dalle 9:00 alle 17:00, il Padiglione 1 resta aperto in modalità B2B, con accesso riservato agli operatori di settore. Aziende produttrici, marchi, distributori, negozi specializzati, buyer e professionisti hanno a disposizione una giornata intera per parlare con calma, vedere i prodotti da vicino, approfondire aspetti commerciali e distributivi, costruire contatti qualificati e aprire collaborazioni.
L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è offrire al comparto tempo utile e incontri di qualità. Da chi lavora nel settore l’esigenza la sento ripetere da anni: le videochiamate risolvono la logistica, ma non sostituiscono il vedere un prodotto funzionare e il conoscere di persona chi lo ha progettato. Un padiglione con una doppia anima, prima rivolto agli appassionati e poi al mercato professionale, è una risposta intelligente a un problema concreto.
Le aziende interessate a partecipare come espositori possono compilare il modulo di registrazione presente nella sezione dedicata del sito ufficiale. Una precisazione importante per evitare equivoci: per mantenere l’identità professionale e tematica della manifestazione, possono prenotare gli spazi soltanto aziende e negozi con regolare partita IVA, allevatori professionali, allevatori censiti in BDN e aziende agricole, con core business nell’acquariofilia. I privati partecipano come visitatori.
Le visite guidate gratuite, il modo giusto per cominciare
Se non hai mai avuto un acquario, o se lo hai da poco e stai collezionando errori, questa è la parte del programma che ti riguarda più di ogni altra.
Sabato 19 e domenica 20 settembre, alle 11:00, alle 12:00, alle 15:00 e alle 16:00, partono le visite guidate gratuite, sia per il settore dolce sia per quello marino. Un’ora di tour tra le vasche accompagnati da esperti del settore, con dimostrazioni pratiche degli allestimenti direttamente presso gli stand e consigli personalizzati per evitare gli errori più comuni di chi comincia.
La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati e vanno prenotati compilando il modulo sulla pagina dedicata del sito. Chi partecipa ottiene inoltre l’accesso a un gruppo di supporto dedicato dove continuare a fare domande anche dopo la fiera.
Detto da chi tiene acquari marini dal 2009: un’ora con qualcuno che ti spiega perché una scelta funziona e un’altra no vale più di tre mesi di video guardati a caso.
Biglietti, orari e informazioni per la visita
L’ingresso è aperto al pubblico sabato 19 e domenica 20 settembre dalle 10:00 alle 18:00. Il lunedì è riservato agli operatori con orario 9:00-17:00.
Le tipologie di biglietto disponibili sono quattro. Lo Standard parte da 14,00 euro e vale per una giornata. Il Combo parte da 21,00 euro ed è valido per entrambi i giorni della manifestazione, quindi è la scelta più conveniente per chi vuole prendersela con calma. L’Early Entrance parte da 39,00 euro e consente l’accesso anticipato alle 9:00, con colazione offerta e il ritiro presso lo stand di OceanLife di un’analisi Aquatic LAB ICP a scelta tra acqua dolce e acqua marina: per chi arriva da lontano e vuole muoversi con calma tra le vasche prima dell’ondata di pubblico, è un’opzione da valutare seriamente. Esiste infine un biglietto Gruppo per 6 persone a 70,00 euro, a disponibilità limitata.
I biglietti si acquistano online sulla prevendita ufficiale oppure in cassa. I prezzi online risultano leggermente superiori al prezzo base perché comprensivi dei diritti di agenzia e del servizio di prevendita. Tutti i titoli sono validi per un solo giorno, salvo diversa indicazione della tipologia acquistata.
Il parcheggio è totalmente gratuito. Sul fronte accessibilità, la manifestazione prevede ingresso gratuito per le persone con disabilità al 100% e per il relativo accompagnatore, e biglietto ridotto per disabilità comprese tra l’80% e il 99%. I cani sono ammessi se in regola con le vaccinazioni previste, provvisti di microchip e tenuti al guinzaglio, con museruola dove richiesto, ma per il loro benessere è sconsigliata la presenza di animali poco abituati agli ambienti affollati.
Come arrivare a Malpensa Fiere
La sede è il centro espositivo polifunzionale MalpensaFiere, in via XI Settembre 16 a Busto Arsizio, in provincia di Varese. La struttura si estende su 75.000 metri quadrati complessivi, di cui oltre 20.000 coperti, ed è articolata in padiglioni espositivi affiancati da un centro congressi.
La collocazione è tra i punti di forza della manifestazione. Il polo si trova a circa 15 minuti dall’aeroporto internazionale di Malpensa, sulla direttrice che collega Milano alla Svizzera, in un’area servita da autostrade e ferrovie. Per gli espositori e i visitatori europei significa poter atterrare la mattina ed essere in fiera prima di pranzo, e per chi arriva dal centro e dal sud Italia significa un collegamento aereo diretto con lo scalo più vicino alla fiera.
Perché questa fiera conta per l’acquariofilia italiana
Ci arrivo alla fine perché è la parte che mi sta più a cuore.
Per anni ci siamo raccontati che l’acquariofilia italiana fosse un settore piccolo, di nicchia, incapace di reggere un evento tutto suo. La prima edizione di AcquariaItalia ha smentito questa idea con 6.000 persone in due giorni, e la seconda la smentisce con due padiglioni, un centinaio di realtà espositive e un programma di mostre che non sfigurerebbe in nessuna manifestazione europea.
C’è una cosa che mi ha convinto più di tutte le altre. Gli organizzatori hanno pubblicato i risultati dei sondaggi post evento, compresi i giudizi meno entusiasti, e hanno usato quei numeri per riprogettare l’edizione successiva. Non è la scelta di chi vuole vendere biglietti: è la scelta di chi vuole costruire una cosa che duri. Il passaggio da un padiglione unico a due padiglioni tematici, i percorsi guidati, la segnaletica ripensata e la giornata professionale del lunedì nascono esattamente da lì.
Poi ci sono le cose che vedremo con i nostri occhi, ed è quello che rende una fiera diversa da un catalogo. Un banco di Tamasaba giapponesi da 5.000 euro l’uno. Una parete di Centropyge riuniti per la prima volta in Italia. Una boccia per pesci rossi in vetro all’uranio arrivata dalla California. Un polpo che diventa medusa sotto i nostri occhi. Un ricercatore che ha fatto 55 spedizioni sul Tanganica che ci mostra i suoi filmati. Dieci acquari che nascono dal nulla in dodici metri di corridoio.
Il 19, 20 e 21 settembre 2026 l’acquariofilia italiana ha un appuntamento a Busto Arsizio, e questa volta la casa è sua. Ci vediamo lì.
Tutte le informazioni aggiornate su programma, espositori, mostre e biglietti sono disponibili sul sito ufficiale acquariaitalia.com, sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram della manifestazione.
AcquariaItalia 2026 in sintesi
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Date | Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026 aperte al pubblico, lunedì 21 settembre riservato agli operatori |
| Orari | 10:00-18:00 sabato e domenica, 9:00-17:00 lunedì B2B |
| Sede | MalpensaFiere, via XI Settembre 16, Busto Arsizio (VA) |
| Superficie | Oltre 8.000 m² tra spazi occupati e spazi liberi, su 2 padiglioni |
| Biglietti | Standard da 14,00 €, Combo 2 giorni da 21,00 €, Early Entrance da 39,00 €, Gruppo 6 persone da 70,00 € |
| Parcheggio | Gratuito |
| Accessibilità | Ingresso gratuito con disabilità al 100% più accompagnatore, ridotto tra 80% e 99% |
| Animali | Cani ammessi con vaccinazioni in regola, microchip e guinzaglio |
| Visite guidate | Gratuite su prenotazione, sabato e domenica alle 11:00, 12:00, 15:00 e 16:00, dolce e marino |
| Da non perdere | Tamasaba Expo, Centropyge Show, MOAPH, Meduseria Milano, Congresso AIC con Heinz Büscher, aquascaping dal vivo IAC |
Articolo a cura di Francesco Avezzano, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania, divulgatore scientifico e tecnologico nel settore acquariofilo, fondatore di AquariumClick e Coralia Lab.
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Testo sottoposto a revisione umana e controllo editoriale prima della pubblicazione. Responsabile editoriale Francesco Avezzano, giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania. Come utilizzo l'intelligenza artificiale